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La legge 81/2008...3 mosse per metterti al sicuro

La legge 81/2008...3 mosse per metterti al sicuro - ROYAL Training

 La vecchia legge 626 del 1994 ha lasciato spazio alla legge 81/2008 in merito a sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per sintetizzare, la legge impone:

1) Documenti: Documento di Valutazione dei Rischi, certificazioni, misurazioni, dichiarazioni, verbali riunione, etc.;

2) Formazione: tutti entrano in aula. Dal titolare all'ultimo arrivato, tutti i lavoratori partecipano a corsi di formazione. 

 

 

ROYAL Training ti aiuta in tre mosse:

1) Analizziamo e controlliamo insieme cosa hai...potresti essere a posto come no. 

2) Valutiamo il preventivo: alcune cose saranno urgenti, altre possono aspettare.

3) Concordiamo quando e come intervenire: formazione in azienda, tramite piattaforma on-line, etc.

 

Contattaci gratuitamente a reale@royaltraining.eu

 

La valutazione dei rischi

Documento Valutazione Rischi (DVR)

Perché effettuare un documento di valutazione dei rischi?

 La valutazione dei rischi è la prima attività da effettuare per approcciare l'argomento "Sicurezza e salute dei lavoratori".  

Si tratta di un attento processo di valutazione dei rischi e di possibili pericoli presenti sul luogo di lavoro che potrebbero incidere sulla sicurezza e la salute dei lavoratori.

Essa consiste in una analisi delle attività lavorative, degli ambienti, con l'obiettivo di comprendere:
- cosa può provocare lesioni o danni;
- se è possibile eliminare rischi;
- quali misure di prevenzione e protezione possono essere attivate per ridurre il rischio di infortuni. 
I datori di lavoro hanno il dovere da un lato, di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in relazione ad ogni aspetto collegato all’attività lavorativa e, dall’altro lato, di effettuare una corretta valutazione dei rischi. 

Come si valutano i rischi?

1) Individuare i pericoli e i rischi

È importante capire chiaramente, per ciascun pericolo, quali sono le persone esposte al rischio specifico; ciò può ritenersi l'unico modo per individuare e gestire al meglio tale rischio. Questo non significa elencare ciascun lavoratore per nome compilando un elenco dei rischi ai quali esso è esposto, quanto piùttosto suddividere i lavoratori in gruppi sulla base molto spesso della mansione specifica e procedere ad una stima dei rischi per ciascuna di esse. 
Particolare attenzione deve essere prestata ai gruppi di lavoratori che possono essere maggiormente a rischio, per i quali è importante determinare in che modo possano subire danni, ossia quale tipo di infortunio o malattia può capitare loro.

2 ) Valutare e attribuire un ordine di priorità ai rischi

La fase successiva consiste nel valutare il rischio derivante da ciascun pericolo valutando ad es. probabilità che un pericolo arrechi danno, il danno che potrebbe causare, la frequenza di esposizione.

Ai rischi deve quindi essere attribuito un ordine di priorità, che deve essere rispettato al momento di avviare le azioni di gestione.

3) Pianificare la sicurezza

La fase successiva consiste nel decidere come eliminare o controllare i rischi. Nel prevenire e controllare i rischi è necessario tenere conto dei seguenti
principi generali di prevenzione:
- evitare i rischi;
- sostituire i fattori di rischio con fattori non pericolosi o meno pericolosi;
- combattere i rischi alla fonte;
- adottare misure protettive di tipo collettivo anziché misure di protezione individuali (per esempio,   controllare l’esposizione ai fumi attraverso sistemi di aerazione locali piuttosto che con l’ausilio di   maschere);
- adeguarsi al progresso tecnico e ai cambiamenti che esso porta;
- cercare di migliorare il livello di protezione.

4) Intervenire con azioni concrete

Una volta pianificato, si agisce. 
Un intervento efficace comprende l’elaborazione di un piano che specifichi:
- le misure da attuare;
- le persone responsabili dell'attuazione di determinate misure e il relativo calendario di intervento;
- le scadenze entro cui portare a termine le azioni previste.
È essenziale che ogni attività volta a eliminare o prevenire i rischi sia fatta rientrare in un ordine di priorità.

5) Controllo

Verificare e controllare che tutto funzioni permette di calibrare le azioni e gli interventi.
La valutazione dei rischi deve essere revisionata regolarmente, in base alla natura dei rischi, al grado di evoluzione probabile dell’attività lavorativa, alla luce dei risultati di indagine conseguenti ad un infortunio o «quasi incidente» o ad eventuali future modifiche di legge.
La valutazione dei rischi non è un’azione una tantum!

 

 Fonte: www.ispesl.it